o vent'anni che non "cazzeggiavo" alle 9,oo di mattina nella mia città.Scusate l'espressione,ma questo termine deriva come risultante da sentimenti quali:impotenza,frustrazione,malcontento,inutilità e chi più ne ha più ne metta.
Ho accompagnato a piedi mia figlia alla sua scuola.
Come tutte le mattine,facciamo la strada insieme,però questa volta io non dovevo andare al lavoro.
Non avendo fretta,perché da ora avrò le mattinate sempre libere (anzi l'intera giornata),decido di andare a fare le commissioni a piedi.
Lascio mia figlia alle 8,00 e mi incammino verso il centro ,diretto alla banca a pagare il mutuo della casa.
Resto meravigliato quando vedo corso Garibaldi pieno di persone,non dico gremito come la domenica,ma non era come lo ricordavo quando io lo attraversavo per andare a scuola.
Nemmeno quando facevo "filone" (o sega,come si dice su) con qualche compagno era così.
La crisi annunciata dalla televisione è ben diversa quando la si vive di prima persona.
Ero intento a pensare a quale prossima bolletta scaduta dovevo dare primaria importanza di pagamento,e cercavo di trovare nella mente qualche possibile soluzione o alternativa.
Ad un tratto sento le rondini.
Il primo verso che sento nell'anno lo ascolto oggi.
E' così gioioso ascoltare le rondini che il loro suono mi distoglie da quei pensieri non piacevoli e mi dona un'istintiva felicità.
La mia mente vaga tra i ricordi di infanzia,a quando vivevo con i miei nonni,giocando con i miei amici in quella stradina stretta riparati dai pericoli del traffico.
Giochi innocenti e semplici ,ben diversi da quelli che i bambini di oggi conoscono.
E' bastata solo una rondine.
Sapevate che il verso delle rondini è: Garrire ? (da non confondere con il barrire degli elefanti)











